Smart Working, quali aziende lo adottano

Alla base del concetto di Smart Working, tradotto come “Lavoro Agile” c’è la volontà di una vera e propria rivoluzione culturale e organizzativa che cambia radicalmente la visione del lavoro subordinato, svincolandolo da tempi e spazi predefiniti in omaggio ad una maggiore flessibilità, autonomia, responsabilità ed orientamento ai risultati. Lo Smart Working è una delle nuove frontiere organizzative sia per le aziende sia per la PA e in questi tempi di emergenza sanitaria provocata dal Coronavirus, si stanno sperimentando sul campo tutti i potenziali vantaggi di quella che sarà, verosimilmente, la nuova dimensione del lavoro subordinato del futuro. Esaminiamo, di seguito, come funziona lo Smart Working e al di là delle aziende che lo adottano, consideriamo le differenze col telelavoro.

Smart working come funziona e quali sono le differenze col Telelavoro

Lo Smart Working non è il Telelavoro, che fu introdotto nel 1998 dalla Legge nr 191 e che prevedeva la possibilità per le PA di sfruttare le modalità del Lavoro a Distanza. Infatti, se osserviamo le modalità previste per lo svolgimento di questo tipo di lavoro, è evidente come:

  • Vengano stabilite linee guida su uso della postazione
  • Ci siano modalità di connessione e di autenticazione ai sistemi comunicazione tra uffici
  • Può essere previsto l’utilizzo della firma digitale
  • Il soggetto sia vincolato, comunque, a lavorare da una postazione fissa e prestabilita
  • Il soggetto sia impiegato con gli stessi limiti di orario, stessi carichi di lavoro, con i medesimi oneri e tempistiche che avrebbe in ufficio

Per come funziona lo Smart Working nelle aziende che lo adottano sono chiare le differenze col telelavoro, infatti, non prevede alcuna predefinizione di una postazione fissa e tantomeno il rispetto tassativo per limiti rigidi di spazi e tempi stabiliti. Infatti, con questa modalità, il lavoratore e l’azienda stabiliscono di comune accordo le modalità di lavoro in maniera flessibile, privilegiando il raggiungimento di obiettivi e risultati nel rispetto dei limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva. Tutto ciò con l’obiettivo di conciliare i tempi di vita e lavoro per migliorare la produttività di quest’ultimo e accrescere il benessere dei lavoratori coinvolti.